Sulle tracce di ANTONIO SCARPA: uno scienziato europeo

Sulle tracce di ANTONIO SCARPA: uno scienziato europeo

Per il “progetto bioetica” gli studenti delle quinte LS - con il supporto dell’Università di Pavia - realizzano un documentario sul grande scienziato mottense. E sabato 16 febbraio l’incontro con il prof. Porro dell’università di Milano. 

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 Non è (solo) perché Scarpa è nato a Motta che ci interessiamo a lui: l’importanza storica del suo contributo alla ricerca scientifica è davvero di grande rilievo. Inoltre, abbiamo la fortuna di poterne ripercorrere i passi grazie all’aiuto di esperti davvero eccezionali. Da un lato i prof. Paolo Mazzarello e Maria Gabriella Cusella dell’Università di Pavia che, insieme alle curatrici museali Carla Garbarino e Valentina Cani, in occasione della visita delle nostre classi (5SA e 5B) del liceo scientifico  all’ateneo pavese lo scorso 22 gennaio, ci hanno guidato nella ricostruzione dell’attività di Scarpa e nella ricognizione deì suoi straordinari preparati anatomici. Dall’altro il prof. Alessandro Porro dell’Università di Milano, con il quale gli studenti potranno confrontarsi sabato prossimo 16 febbraio, in occasione del suo intervento ("Antonio Scarpa - Figura europea nella scienza medica tra Sette e Ottocento") nell’aula magna della nostra scuola.

La nostra ricerca su Scarpa nasce all’interno del Progetto bioetica, un’attività che da molti anni impegna alcune classi quarte e quinte del liceo scientifico del nostro istituto (e di altre scuole della provincia) – coordinate da docenti di scienze e di filosofia – su temi di carattere medico-scientifico che presentino profili problematici sul piano morale e giuridico. Dopo essersi occupati negli anni scorsi di questioni di grande attualità, come i problemi etici connessi alla pratica della medicina psichiatrica (2015-16), alle vaccinazioni (2016-17) e al testamento biologico (2017-18), gli studenti sono impegnati quest’anno sul tema della donazione del corpo umano alla ricerca scientifica.

Si tratta di un ambito nel quale il ruolo storico di Antonio Scarpa (1752-1832) è indiscutibile: lo scienziato, di origine mottense ma per molti anni (1785-1814) docente a Pavia, è stato tra i primi grandi promotori degli studi anatomici, per i quali non solo ha promosso in modo decisivo la pratica dell’osservazione diretta tramite l’autopsia, ma ha fornito una grande quantità di oggetti di indagine fondamentali: centinaia di preparati anatomici realizzati prendendo parti di corpi umani e trattandole in modo da consentirne la conservazione e l’osservazione a scopo di studio e ricerca. In sostanza, tra Settecento e Ottocento Scarpa ha avuto un ruolo determinante nel permettere alla medicina di diventare, da quella pratica rudimentale e approssimativa che era, una tecnica basata su conoscenze scientifiche fondate su di una solida base empirica.

Durante la visita a Pavia, sia al Museo per la Storia dell’Università che al Museo di storia naturale,  gli studenti hanno raccolto materiale filmato e fotografico sull’attività di Scarpa come accademico e come ricercatore, inquadrandone storicamente il contributo allo sviluppo della scienza medica anche grazie dal confronto con i prof. Mazzarello e Cusella e con le dr. Garbarino e Cani.

Ora i ragazzi, che sono già impegnati nella selezione e nell’elaborazione del materiale raccolto, potranno trarre indicazioni importanti dall’intervento del prof. Porro, che non solo parlerà agli studenti la mattina, ma terrà anche, nel pomeriggio (alle ore 16.00, presso il Centro congressi Aleandro, borgo Aleandro 8, Motta), una conferenza aperta al pubblico. L’evento è organizzato dall’associazione culturale Girolamo Aleandro (che ha reso possibile la presenza del prof. Porro presso la nostra scuola) e dalla Scuola Grande di S. Marco, prestigiosa istituzione culturale veneziana.

Proprio a Venezia si completerà la settimana prossima la raccolta del materiale da parte degli studenti, che visiteranno la Scuola Grande per esaminare i preziosi atlanti anatomici disegnati da Scarpa e lì conservati.

Il documentario realizzato dagli studenti sarà presentato il prossimo 18 maggio al liceo Da Vinci di Treviso, in occasione del convegno conclusivo del Progetto bioetica 2018-19.

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