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Pubblicato il 31 gennaio 2026 / Aggiornato il 7 febbraio 2026
Per il Giorno del ricordo vedi di seguito alla Giornata della sicurezza in internet
10 febbraio 2026
Giornata della sicurezza in internet (Safer internet day)
Il Safer Internet Day (SID) non è solo una data sul calendario; è un appello globale alla responsabilità collettiva. Istituito nel 2004 dall'Unione Europea nell'ambito del progetto SafeBorders e oggi celebrato in oltre 180 Paesi, questo evento si pone un obiettivo ambizioso: trasformare la rete in un luogo di opportunità, limitandone i rischi intrinseci.
In un'epoca in cui la distinzione tra "online" e "offline" è quasi svanita, riflettere sul significato di questa giornata è fondamentale per cittadini di ogni età.
Cos’è il Safer Internet Day: oltre la celebrazione
Ogni secondo martedì di febbraio, il mondo si unisce sotto il motto "Together for a better internet" (Insieme per un internet migliore). Il fulcro dell'iniziativa è la consapevolezza che la sicurezza digitale non è un prodotto che si acquista, ma una cultura che si coltiva.
L'evento mira a coinvolgere tutti gli attori della società digitale:
- Istituzioni: per creare leggi e infrastrutture protettive;
- Aziende tech: per progettare piattaforme sicure "by design";
- Scuole e famiglie: per educare i "nativi digitali";
- Utenti: per adottare comportamenti etici e prudenti.
Gli obiettivi: creare un ecosistema positivo
L'obiettivo primario del SID non è spaventare l'utente, ma emanciparlo. Internet è una risorsa straordinaria per l'apprendimento, la creatività e la socializzazione; l'obiettivo è garantire che queste potenzialità non vengano oscurate dai pericoli.
Le finalità primarie risultano essere:
- Promuovere l'alfabetizzazione digitale: capire come funzionano gli algoritmi e come distinguere una fonte attendibile da una fake news;
- Incentivare l'empatia digitale: combattere l'idea che dietro uno schermo si possa agire senza conseguenze morali;
- Proteggere i minori: fornire strumenti ai genitori per monitorare e guidare l'esperienza online dei figli senza reprimere la loro curiosità.
I problemi: le ombre della rete
Non possiamo celebrare la sicurezza senza analizzare ciò da cui dobbiamo difenderci. Le minacce moderne sono fluide e colpiscono sia la sfera tecnica che quella psicologica.
Cyberbullismo e hate speech
L'anonimato (o la percezione di esso) facilita la diffusione di discorsi d'odio. Il cyberbullismo, in particolare, è una piaga che non finisce al suono della campanella scolastica, ma insegue la vittima fin dentro le mura domestiche tramite lo smartphone.
Privacy e furto di dati
Nell'economia del web, i dati sono il nuovo petrolio. Il phishing (truffe via email) e l'uso improprio dei dati personali da parte di app terze espongono gli utenti a frodi finanziarie e violazioni della sfera privata.
Dipendenza e salute mentale
Il design delle piattaforme social, basato sul rilascio di dopamina tramite "like" e notifiche, può portare a disturbi del sonno, ansia da confronto sociale e vera e propria dipendenza digitale.

Consigli pratici: la tua armatura digitale
La sicurezza inizia con piccoli gesti quotidiani. Ecco una guida pratica per navigare con maggiore serenità.
1. Gestione delle credenziali
Le password sono le chiavi della tua vita digitale.
- usa un password manager: non riutilizzare mai la stessa password per più siti.
- autenticazione a due fattori (2FA): è lo strumento di difesa più efficace. Anche se un hacker scopre la tua password, non potrà accedere senza il codice inviato sul tuo telefono.
2. Verifica delle fonti e sospetto positivo
Prima di cliccare su un link o condividere una notizia sensazionalistica:
- controlla l'URL del sito.
- verifica se la notizia è riportata da testate attendibili.
- diffida dai messaggi che mettono urgenza (es. "Il tuo conto verrà chiuso entro 2 ore se non clicchi qui").
3. La regola del "Pensa prima di postare"
Una volta che un contenuto è online, ne perdi il controllo. Anche se lo elimini, potrebbe essere stato salvato o condiviso da altri. Chiediti sempre: "Sarei a mio agio se questa foto o questo commento venissero visti dal mio datore di lavoro o dai miei genitori tra dieci anni?"
4. Impostazioni di privacy
Prenditi 10 minuti per revisionare le impostazioni di privacy dei tuoi social network. Limita la visibilità dei tuoi post agli "amici" ed evita di condividere la tua posizione in tempo reale.
Il ruolo degli educatori e dei genitori
Il divario generazionale tecnologico è una sfida. I genitori non devono essere esperti di programmazione, ma "mentori digitali".
Il consiglio d'oro: Non trasformare la tecnologia in un tabù o in un premio/punizione. Stabilisci un dialogo aperto sui rischi e sulle bellezze della rete, proprio come insegneresti a un figlio ad attraversare la strada.
Verso un futuro consapevole
Il Safer Internet Day ci ricorda che la rete è uno specchio della società. Se vogliamo un internet migliore, dobbiamo essere noi i primi a portare gentilezza, spirito critico e rispetto negli spazi digitali che frequentiamo.
La tecnologia evolve rapidamente — dall'intelligenza artificiale al metaverso — e con essa evolvono i rischi. Tuttavia, la capacità umana di discernimento rimane la nostra difesa migliore. Non aver paura di esplorare, ma fallo con la cintura di sicurezza allacciata.
Per approfondire
> Materiali vari per insegnanti ed educatori (sito Unione Europea)
> Che cos'è il grooming-adescamento (Video Raiscuola)
> Che cos'è il challenge-sfida (Video Raiscuola)
10 febbraio 2026
Il giorno del ricordo
Il giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana che si celebra ogni anno il 10 febbraio. Istituita con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, questa giornata vuole conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Per non dimenticare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata
Con questa ricorrenza si vuole onorare la memoria di migliaia di connazionali che trovarono la morte in condizioni atroci o che furono costretti ad abbandonare per sempre le proprie case. La ricorrenza prevede:
- Commemorazioni ufficiali presso il Palazzo del Quirinale e nelle sedi istituzionali;
- Iniziative nelle scuole per diffondere la conoscenza di questi fatti tra le nuove generazioni;
- Cerimonie presso i monumenti e i luoghi simbolo, come la Foiba di Basovizza (Trieste).
Perché si celebra il 10 febbraio?
La data non è stata scelta a caso. Il 10 febbraio 1947 vennero firmati i Trattati di Pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia gran parte della Venezia Giulia, l’Istria, Fiume e la città di Zara.
Quel trattato sancì formalmente la perdita di territori abitati da secoli da comunità italiane, trasformando migliaia di cittadini in "esuli" e segnando il culmine di un periodo di violenze indicibili.

I fatti storici: foibe ed esodo
La tragedia del confine orientale si articola principalmente in due momenti drammatici:
1. Il dramma delle foibe
Le "foibe" sono grandi inghiottitoi naturali (cavità carsiche) tipici della regione. Tra il 1943 (dopo l'armistizio dell'8 settembre) e il 1945 (e oltre), migliaia di italiani furono uccisi dai partigiani jugoslavi di Tito.
Le vittime furono non solo esponenti del regime fascista, ma anche carabinieri, poliziotti, impiegati pubblici, sacerdoti e semplici cittadini percepiti come "ostacoli" al progetto di annessione jugoslava e alla rivoluzione comunista.
Molti condannati venivano legati l'un l'altro con il filo di ferro e fatti precipitare vivi nelle profondità delle cavità.
2. L'esodo giuliano-dalmata
In conseguenza delle violenze e del passaggio di sovranità, circa 250.000-350.000 italiani furono costretti ad abbandonare l'Istria, Fiume e la Dalmazia.
Fuggirono con pochi averi, lasciando tutto ciò che avevano, per cercare rifugio in Italia o all'estero. Spesso, al loro arrivo, trovarono un'accoglienza gelida o furono vittima di pregiudizi politici, venendo ospitati per anni in campi profughi in condizioni di estrema precarietà.
"La storia non si cancella e le ferite non si rimarginano nel silenzio. Ricordare è un dovere civile verso chi ha sofferto e un monito affinché certe atrocità non si ripetano mai più."
Per approfondire
Se desideri consultare documenti storici, testimonianze dei sopravvissuti o materiale didattico, puoi visitare questi siti:
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Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza : Situato sul Carso triestino, è il simbolo delle stragi delle foibe. Il sito include un centro di documentazione gestito in collaborazione con i Musei Civici di Trieste. -
Museo del Centro Raccolta Profughi di Padriciano : Sorge in un ex campo profughi che ospitò migliaia di esuli. È un luogo fondamentale per comprendere le condizioni di vita e l'accoglienza riservata agli istriani, fiumani e dalmati. -
Magazzino 18 (e Magazzino 26) : Gestito dall'IRCI a Trieste, conserva le masserizie (mobili, giocattoli, oggetti quotidiani) lasciate dagli esuli. Molte collezioni sono ora visitabili presso il polo museale del Porto Vecchio. -
Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata : Situato a Trieste (via Torino), offre un percorso espositivo sulla cultura e le tradizioni delle terre perdute. -
Museo Archivio Storico di Fiume : Situato a Roma, nel quartiere Giuliano-Dalmata, è gestito dalla Società di Studi Fiumani e conserva documenti e reperti preziosi sulla città di Fiume. -
FederEsuli (Federazione delle Associazioni degli Esuli) : L'ente che coordina le principali associazioni di esuli a livello nazionale e interfaccia ufficiale con le istituzioni. -
ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) : La più antica e diffusa associazione degli esuli, con sedi in tutta Italia. Offre materiale didattico, notizie e archivi storici. -
Associazione delle Comunità Istriane : Con sede a Trieste, riunisce le comunità dei vari paesi dell'Istria e pubblica regolarmente riviste e studi storici. -
Unione degli Istriani : Libera associazione degli esuli con sede a Trieste, molto attiva nella conservazione della memoria e nella gestione di siti come Padriciano. Scuola e Confine Orientale : Un portale dedicato agli studenti e ai docenti, nato dalla collaborazione tra il Ministero dell'Istruzione e le associazioni degli esuli.- Il treno del ricordo: progetto realizzato dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio, da Fondazione FS Italiane e il Gruppo FS, in collaborazione con diversi Ministeri, la RAI e l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata.
