VI edizione del corso di reportage “Goffredo Parise"
Gli studenti raccontano la "Generazione cristallo"
Pubblicato il 28 maggio 2026
Il prestigioso Corso di Reportage su carta stampata “Goffredo Parise” giunge alla sua VI edizione confermandosi una vera e propria palestra di vita e di giornalismo per i giovani liceali. Un’opportunità formativa d'eccellenza che permette agli studenti di misurarsi con la realtà, sviluppando uno sguardo attento, critico e privo di pregiudizi sul mondo che li circonda.
Quest'anno il percorso si è sviluppato in un intenso ciclo di 10 lezioni, ospitate nella suggestiva cornice del Museo Bailo e della Sala Rosso Coletti di Treviso. I partecipanti hanno avuto il privilegio di essere guidati da due importanti figure del giornalistico italiano: Lisa Iotti, nota giornalista di PresaDiretta (Rai 3), e Antonio Armano, stimato scrittore e giornalista che collabora con testate del calibro de Il Sole 24 Ore e Il Fatto Quotidiano. A supportare i ragazzi passo dopo passo nella gestione dei tempi e nella complessa macchina organizzativa è stato un team d'eccezione composto da Maria Rosaria Nevola (coordinatrice del progetto dal 2017) e Mara Pavan dell’Associazione culturale Nunc.
Il tema centrale di questa edizione, “Generazione cristallo”, ha spinto gli studenti a scavare a fondo nelle fragilità, nelle speranze, nelle complessità e nella straordinaria sensibilità dei loro coetanei, traducendo le proprie riflessioni in inchieste e racconti di forte impatto emotivo e rigore professionale.
Il momento culminante si è svolto sabato 16 maggio 2026, sul prestigioso palco del Teatro Comunale “Mario Del Monaco” di Treviso, dove, durante la cerimonia ufficiale del Premio Parise, a brillare sono stati in particolare i talenti dell’ Istituto Antonio Scarpa di Motta di Livenza e Oderzo, che sono saliti sul podio e hanno ottenuto importanti riconoscimenti.
In particolare a conquistare il 1° posto è stata Amina Nemer (3a A Liceo delle Scienze Applicate) con il profondo reportage dal titolo “Il peso delle valigie e la leggerezza della tradizione. Un mese ad Algeri tra abiti fake e radici”. Il successo è continuato con il 2° posto di Irene Manzan (4a B Liceo delle Scienze Applicate), premiata per il suo forte elaborato “Dentro il confine, oltre la siepe. Una giornata a San Patrignano”.

La giuria ha inoltre voluto valorizzare la qualità della scrittura e la profondità dei temi trattati assegnando due menzioni speciali ad altrettante nostre studentesse: Vanessa Moro (4a A Liceo Linguistico) con il reportage “Orsacchiotti e fantasmi. La crisi del padre nella mia generazione” e Sofia Siham Benedos (5a A Liceo delle Scienze Umane) con il lavoro “Nella valle della morte. La vita dopo la comunità”.
Un plauso speciale va anche a tutti gli altri alunni dell'Istituto che si sono messi in gioco con costanza, curiosità e passione in questo percorso: Guido Evans Coker Appiah (3a ASA), Azzurra Monestier (3a ASA), Lorenzo Carpenè (3a ASA), Diletta Panighel (3a XLC), Domenico Monteleone (3a ASU) e Andrea Ortolan (4a ASU).
La Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Cristina Taddeo, afferma: «Vedere le nostre studentesse salire su un palco così prestigioso e raccogliere i frutti di un lavoro tanto profondo è una gioia immensa. Lo straordinario successo di quest'anno, con ben due podi e due menzioni speciali per il nostro Istituto, conferma il valore di un percorso formativo capace di unire cultura, impegno e passione. Ringrazio di cuore gli organizzatori e i docenti per questa sinergia ma, soprattutto, i nostri ragazzi e ragazze, che hanno dimostrato come la scrittura possa diventare uno strumento potente per dare voce alle complessità del presente».

Con le loro parole, i nostri studenti e studentesse hanno dimostrato che dietro la superficie di una "generazione di cristallo" non c'è fragilità, ma una straordinaria trasparenza, capace di riflettere e raccontare la realtà con una profondità che ci rende immensamente orgogliosi. Buon viaggio ai nostri narratori del futuro!
La parola alle studentesse
Amina Nemer - L’esperienza al corso è stata molto interessante e formativa, perché mi ha permesso di imparare nuovi modi di lavorare e raccontare la realtà. Ho imparato a osservare meglio ciò che mi circonda e a organizzare le informazioni in modo più chiaro. Inizialmente lavoravo con un gruppo su un progetto di inchiesta e il tema del mio reportage era collegato a quel lavoro. Poi, nell’ultimo incontro con l’istruttore, mi è stato consigliato di scrivere un reportage su Algeri, città in cui ero stata per motivi strettamente familiari. Il fatto che il progetto sia nato in modo inaspettato mi ha un po’ destabilizzata, ma mi ha anche fatto capire che spesso le cose migliori nascono senza essere programmate.
Irene Manzan - Ho scelto la tematica delle tossico dipendenze un po’ per caso inizialmente, non sapevo da dove sarei partita e dove il tutto mi avrebbe portata. Lisa e Antonio sono stati fondamentali, ci hanno sempre spinti ad essere curiosi e umili nei confronti di ciò che avremmo raccontato. Di essere rispettosi di quello che stavamo scrivendo. Il lavoro del reportage mi ha permesso di conoscere luoghi e persone, accogliendo la testimonianza di ognuno di questi.
Sofia Siham Benedos - Per me il corso di Reportage è stato percorso a tutti gli effetti, soprattutto perché ci ha dato la possibilità di lavorare a stretto contatto con giornalisti d’inchiesta e non solo. Il confronto con le persone intervistate è stata un esperienza emozionante, soprattutto conoscere la storia di Christian ha cambiato la mia prospettiva sulla vita in comunità. Scrivere il nostro articolo è stato un modo per trasformare dei dati in storie con nomi e cognomi che difficilmente dimenticheremo.
Vanessa Moro - Frequentare il corso di reportage è sicuramente stato molto impegnativo. Ho dovuto dedicarci molto tempo, ma alla fine la fatica ha dato dei risultati. Quando ci è stata rivelata la traccia da seguire, ho subito pensato che volevo raccontare qualcosa che riguardava me, perché volevo che scrivere fosse quello che per me è sempre stato un piacere. Dopo qualche mese di lavoro, ho avuto un "misunderstanding" con coloro che ci hanno seguito durante il corso e credevo che il lavoro fatto fino a quel momento sarebbe andato perso. Fortunatamente però, con un ulteriore confronto sono riuscita a portare ciò che volevo, ma incrementando il tutto con un paragone consigliatomi dai tutor. Sono felice del risultato finale e sono molto grata dei consigli che mi sono stati dati da Antonio, i quali hanno reso il mio lavoro più curato e mi hanno permesso di migliorare il mio metodo di scrittura.
