Bonjour Nizza!
Otto giorni per vivere il francese
Pubblicato il 19 ottobre 2026
Una valigia, tanta voglia di partire e il francese da vivere non solo sui libri: così è iniziata l’avventura delle undici studentesse della classe 4a ALL dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Antonio Scarpa” di Oderzo e Motta di Livenza, protagoniste di un soggiorno linguistico a Nizza dal 20 al 27 settembre, accompagnate dalle professoresse Annalisa Zanolin e Laura Ciganotto.
Un’esperienza che racconta bene lo spirito del nostro Liceo Linguistico: imparare le lingue, certo, ma soprattutto avere l’opportunità di usarle, mettersi alla prova, conoscere altre realtà e crescere attraverso esperienze concrete.

Otto giorni intensi, pieni di scoperte, nuove amicizie, risate, cultura e… francese! Un’occasione per mettere in pratica, in situazioni reali, ciò che ogni giorno le ragazze imparano sui banchi di scuola.
Dal lunedì al venerdì le studentesse hanno frequentato presso la scuola Pierre Overall un corso di francese di 20 ore, dedicato soprattutto alla comunicazione e all’interazione orale. Niente francese solo sui libri, dunque: qui bisognava parlare, ascoltare, capire e farsi capire! L’impegno e la partecipazione delle ragazze sono stati particolarmente apprezzati dall’insegnante Éloïse Dupont, che al termine del percorso ha consegnato a ciascuna l’attestato di frequenza di livello B1, accompagnato da un giudizio individuale scritto a mano.
E dopo la scuola… tutti alla scoperta della Costa Azzurra!
Vieux Nice, la Promenade des Anglais, il Musée Chagall, il borgo di Èze con la profumeria Fragonard, Monaco, Cagnes-sur-Mer, Cannes e l’Île Sainte-Marguerite, Antibes e il Musée Picasso: un programma ricchissimo, tra arte, storia, paesaggi e vita quotidiana.
E poi c’è stata Nizza da vivere: le passeggiate, lo shopping, i momenti di relax e persino un tuffo nel Mediterraneo! Per otto giorni le ragazze hanno condiviso anche la quotidianità delle famiglie ospitanti, entrando ancora più profondamente nella realtà francese.
A rendere speciale il soggiorno è stata anche la crescente autonomia delle studentesse. Treni, autobus e tram sono diventati presto familiari e le undici ragazze hanno dimostrato di sapersi orientare, rispettare gli orari e affrontare con serenità le piccole difficoltà di ogni giornata. Un gruppo unito, responsabile e affiatato, che ha saputo vivere pienamente ogni momento e rappresentare la scuola con maturità.
«La cosa più bella è stata vedere le ragazze diventare sempre più autonome giorno dopo giorno – racconta la prof.ssa Annalisa Zanolin, docente di Francese e organizzatrice –. Sono partite con entusiasmo e sono tornate ancora più sicure di sé. Hanno saputo mettersi in gioco, parlare francese, confrontarsi con persone e abitudini diverse e vivere questa esperienza con grande responsabilità. Per noi docenti è una grande soddisfazione vedere quanto un’esperienza pensata e costruita con cura possa diventare un’occasione così importante di crescita per le nostre studentesse».
Un’autonomia che, come racconta Aya, si è conquistata anche attraverso i piccoli gesti quotidiani: «I ricordi sono tanti e non saprei sceglierne uno in particolare. Il mio ricordo più bello è il soggiorno nel suo insieme: prendere i mezzi pubblici, cercare il pranzo nei supermercati e nei panifici, imparare a orientarmi e ad arrangiarmi senza aver bisogno dell’aiuto dei miei genitori. Rifarei questa esperienza molto volentieri e alle future classi che ne avranno la possibilità dico: fate il soggiorno in Francia! Per me è stato davvero il migliore».
E naturalmente non poteva mancare la scoperta della cucina francese: crêpes, galettes, pains au chocolat, quiches e formaggi hanno accompagnato le ragazze in questa immersione nella cultura d’Oltralpe.
Esperienza arricchente
Ma il risultato più significativo si è visto soprattutto nell’uso della lingua. Giulia racconta di aver scoperto che parlare francese ogni giorno, anche fuori dalla scuola, era molto più semplice del previsto: «All’inizio temevo di incontrare molte più difficoltà, ma pian piano mi sono sbloccata. Anche quando la mia mamma ospitante parlava velocemente e con un accento diverso da quello a cui ero abituata, riuscivo a capire, aiutandomi con il contesto. Chiedere indicazioni per strada o fare la spesa, che all’inizio mi sembravano situazioni complicate, è diventato sempre più naturale. È stata soprattutto la prima cena con la mia famiglia ospitante a farmi capire quanto fossi migliorata e a farmi pensare: finalmente riesco davvero a cavarmela in francese!».
«Le esperienze di mobilità e i soggiorni linguistici sono una parte preziosa della formazione delle nostre studentesse e dei nostri studenti – sottolinea la dirigente Anna Durigon –. Offrono la possibilità di utilizzare concretamente la lingua, ma anche di sviluppare autonomia, responsabilità, capacità di adattamento e apertura verso culture e realtà diverse. Sono esperienze che arricchiscono il percorso scolastico e danno concretezza a ciò che viene appreso quotidianamente in classe. Ringrazio le professoresse Annalisa Zanolin e Laura Ciganotto per la cura e l’impegno con cui hanno accompagnato le studentesse e soprattutto le ragazze, che hanno saputo vivere questa esperienza con entusiasmo, educazione e grande maturità».
Per Aditi, il soggiorno è stato anche un’occasione per guardarsi dentro e scoprire nuove risorse: «Ho imparato a essere più autonoma e mi sento cambiata anche come persona. Ho cercato di mettere da parte ansie e paure, buttandomi il più possibile nella lingua francese, anche quando non mi sentivo del tutto sicura. Penso di essere cresciuta soprattutto nella capacità di mettermi in gioco, affrontare le difficoltà e uscire dalla mia zona di comfort. Ho capito che, anche se all’inizio qualcosa può spaventare, con un po’ di coraggio si possono superare i propri limiti e scoprire di essere capaci di molto più di quanto si pensi. Esperienze come questa aiutano a conoscersi meglio e a guardare il mondo con occhi diversi».
Alla fine, più che un semplice soggiorno linguistico, Nizza è stata una vera esperienza di vita: venti ore di francese, tantissimi chilometri percorsi, luoghi meravigliosi, nuove persone, nuove abitudini e una buona dose di autonomia conquistata giorno dopo giorno.
È anche attraverso esperienze come questa che l’Istituto Scarpa di Oderzo e Motta di Livenza accompagna le proprie studentesse e i propri studenti nella scoperta del mondo: perché imparare una lingua significa anche aprirsi a nuove culture, mettersi in gioco e scoprire tutto ciò che si è capaci di fare. Si parte per imparare il francese, si torna con molto di più.
